I prediction market sono passati da fenomeno di nicchia su Internet a questione normativa che le autorità europee prendono ormai seriamente in considerazione. Servizi come Polymarket e Kalshi consentono agli utenti di assumere posizioni sul verificarsi o meno di eventi futuri, con temi che spaziano dalle elezioni e dallo sport fino all’inflazione, ai tassi di interesse, alle condizioni meteorologiche e ai prezzi delle criptovalute. L’esperienza può ricordare il trading, perché i contratti hanno un prezzo di mercato e, in alcuni casi, possono essere acquistati e venduti prima che l’evento venga definitivamente risolto. Il risultato economico, tuttavia, può essere molto simile a quello di una scommessa: viene impiegato denaro su un evento incerto e il pagamento finale dipende dal verificarsi o meno di un determinato esito. A settembre 2026, in Europa non esiste un’unica categoria giuridica né una licenza comune applicabile a tutti i prediction market. Le norme finanziarie dell’UE possono riguardare alcuni event contract, mentre ad altri possono applicarsi le leggi nazionali sul gioco d’azzardo; lo stesso servizio può quindi ricevere un trattamento diverso da un Paese all’altro. La questione centrale, dal punto di vista normativo, non è quindi se un sito utilizzi criptovalute, terminologia tipica del trading o un’interfaccia simile a quella di una borsa, ma quale sia la reale funzione del contratto, quale evento determini il pagamento e quale normativa si applichi nel Paese dell’utente.
Un prediction market tipico ruota attorno a una domanda relativa a un futuro evento chiaramente definito. Un contratto può chiedere se un candidato vincerà un’elezione, se una banca centrale modificherà i tassi di interesse, se una squadra vincerà una partita oppure se Bitcoin chiuderà sopra una determinata soglia di prezzo in un momento stabilito. Gli utenti prendono posizione su una delle possibili risposte e il contratto viene regolato secondo condizioni definite in anticipo e sulla base di una fonte di riferimento prestabilita. Questo meccanismo differisce dall’acquisto di un’azione societaria, perché l’utente non acquisisce una quota di proprietà di un’impresa né un diritto sui suoi utili futuri. Si distingue anche dalla tradizionale scommessa proposta da un bookmaker nella forma in cui viene presentato, poiché la posizione può essere quotata come contratto negoziabile, con un prezzo che cambia in funzione degli acquisti e delle vendite effettuati dagli altri partecipanti. Questa combinazione spiega perché le autorità di regolamentazione utilizzino sempre più spesso il termine “event contract” per descrivere i prediction market. Il prodotto può assumere la forma di uno strumento finanziario pur generando, nella sostanza, un risultato molto simile a quello di una scommessa.
Polymarket e Kalshi rappresentano due modalità differenti di organizzare questo modello. La documentazione di Polymarket disponibile nel 2026 spiega che gli utenti negoziano posizioni legate agli esiti di eventi futuri e che le posizioni contrapposte YES e NO sono interamente garantite da un dollaro statunitense in USDC; quando il mercato viene risolto, la posizione associata all’esito corretto riceve un dollaro in USDC. Anche Kalshi utilizza event contract, ma la sua struttura nel mercato statunitense è diversa: opera come designated contract market regolamentato dalla Commodity Futures Trading Commission degli Stati Uniti e presenta i propri contratti previsionali come event contract regolamentati anziché come scommesse in criptovalute. Kalshi indica che un contratto corretto vale un dollaro al momento del regolamento. Queste differenze strutturali sono rilevanti per il funzionamento dei due servizi, ma non determinano automaticamente la loro legalità in Europa. Lo status normativo ottenuto negli Stati Uniti non concede automaticamente l’autorizzazione a offrire servizi ai consumatori europei, così come l’utilizzo di USDC non trasforma automaticamente un prodotto assimilabile al gioco d’azzardo in un investimento regolamentato.
Il confine giuridico diventa più chiaro quando l’attenzione si sposta dalla terminologia commerciale alla sostanza economica. Se un consumatore versa denaro con la possibilità di ricevere un importo prestabilito in funzione del risultato incerto di un evento sportivo, politico o di altra natura non finanziaria, un’autorità nazionale competente in materia di gioco può considerare tale operazione una scommessa. Se invece l’event contract è collegato a una variabile finanziaria e soddisfa la definizione giuridica di strumento finanziario, possono applicarsi le norme relative a titoli e derivati. Alcuni contratti possono trovarsi vicino a entrambe le categorie ed è proprio per questo che gli orientamenti europei del 2026 si concentrano sul singolo prodotto anziché su una definizione generale come “prediction market”. Questo approccio impedisce inoltre che una semplice modifica terminologica possa modificare la natura giuridica dell’attività. Definire una puntata come “operazione”, mostrare un grafico dei prezzi in movimento oppure utilizzare una criptovaluta per il regolamento non elimina la domanda fondamentale: per cosa sta pagando realmente il cliente e quale evento determina se riceverà o meno denaro?
Le caratteristiche tipiche del trading sono facilmente riconoscibili. Un contratto può avere un prezzo quotato, gli utenti possono assumere posizioni opposte e il prezzo può cambiare quando emergono nuove informazioni. In alcuni servizi è possibile chiudere una posizione prima della risoluzione definitiva dell’evento anziché attendere il regolamento finale. Si crea così una dinamica tipica dei mercati: gli operatori possono entrare a un determinato prezzo, uscire a un prezzo differente e tentare di ottenere un profitto dalle variazioni delle aspettative. Il prezzo può inoltre rappresentare una misura sintetica dell’opinione collettiva. Un contratto YES scambiato a 0,65, per esempio, viene spesso interpretato informalmente come un’indicazione secondo cui il mercato attribuisce circa il 65% di probabilità all’evento. Questa lettura può essere utile, ma non deve essere confusa con una previsione ufficiale o con una probabilità statisticamente garantita. Il prezzo deriva dalle decisioni dei partecipanti, dalla liquidità, dalle regole del mercato e dalle informazioni disponibili, non da un’autorità indipendente specializzata nelle previsioni.
Le caratteristiche riconducibili alle scommesse sono altrettanto importanti. Molti event contract terminano con un esito binario: l’evento si verifica oppure non si verifica, e la posizione corretta riceve un pagamento prestabilito mentre quella perdente non lo riceve. Il consumatore mette quindi a rischio denaro su un evento futuro incerto, spesso relativo a temi tradizionalmente associati alle scommesse, come lo sport o le elezioni. La somiglianza aumenta quando il contratto non presenta una chiara finalità di investimento o di copertura del rischio ed è utilizzato principalmente per la speculazione di breve periodo. Le autorità europee hanno inoltre rivolto l’attenzione alle caratteristiche comportamentali associate a questi prodotti, tra cui l’accesso continuo, la rapida variazione dei prezzi e la possibilità di passare rapidamente da un evento di attualità a un altro. Questi elementi possono rendere l’attività simile al trading attivo, ma possono anche favorire operazioni ripetute secondo dinamiche ben note alle autorità responsabili della regolamentazione del gioco d’azzardo.
Per gli utenti, la distinzione pratica è importante perché le tutele possono essere molto diverse. Un’impresa di investimento regolamentata è normalmente soggetta a norme finanziarie riguardanti condotta, informativa e autorizzazioni, mentre un operatore di gioco autorizzato deve rispettare requisiti relativi, tra l’altro, alla verifica dell’età, al gioco responsabile, all’integrità delle scommesse e alla protezione dei clienti. Un servizio privo delle necessarie autorizzazioni può trovarsi al di fuori di entrambi i sistemi di tutela nel Paese in cui risiede l’utente. Per questo motivo, un’interfaccia simile a quella di un mercato finanziario non deve essere considerata una prova del fatto che il prodotto costituisca un investimento tradizionale. Il prezzo indicato da un prediction market può offrire informazioni interessanti, ma può anche cambiare rapidamente in presenza di scarsa liquidità, dell’ingresso o dell’uscita di un partecipante di grandi dimensioni oppure di una comprensione errata delle condizioni di risoluzione. Prima di mettere a rischio denaro, le domande più importanti riguardano l’autorità che regolamenta localmente l’operatore, la categoria giuridica applicabile al contratto e i rimedi disponibili in caso di controversie relative al regolamento o ai prelievi.
L’Unione europea non dispone di una licenza unica per i prediction market capace di sostituire le normative nazionali. Le autorità esaminano invece le caratteristiche specifiche dell’event contract. Il 3 luglio 2026, l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati ha affrontato direttamente la crescita dei prediction market. ESMA ha descritto gli event contract come prodotti nei quali il risultato finanziario è binario e dipende da una risposta affermativa o negativa relativa a un evento futuro. Un elemento particolarmente importante riguarda la natura della domanda sottostante, che determina se un contratto può essere qualificato come strumento finanziario; ESMA ha inoltre precisato che un event contract può essere considerato una scommessa ai sensi della legislazione nazionale sul gioco d’azzardo. Di conseguenza, due contratti proposti attraverso lo stesso sito possono potenzialmente rientrare in categorie normative diverse. Un contratto legato a un parametro finanziario può essere valutato secondo la legislazione dei mercati finanziari, mentre un contratto riguardante un risultato sportivo o politico può rientrare principalmente nella normativa sul gioco del singolo Paese.
ESMA ha inoltre chiarito cosa accade quando un event contract viene qualificato come strumento finanziario. In questo caso è trattato come un derivato e la sua struttura con pagamento binario può farlo rientrare nelle misure nazionali già esistenti relative alle opzioni binarie. Tali misure vietano la commercializzazione, la distribuzione o la vendita ai clienti al dettaglio delle opzioni binarie interessate dalle restrizioni. ESMA ha inoltre ricordato alle imprese che la distribuzione nell’UE di event contract qualificati come strumenti finanziari richiede un’autorizzazione come impresa di investimento anche quando tali contratti sono destinati esclusivamente a clienti non retail. In termini semplici, presentare un event contract come prodotto finanziario non offre una scorciatoia normativa. Se si tratta effettivamente di uno strumento finanziario, si applicano le norme sui servizi finanziari; se si tratta di una scommessa, possono applicarsi le leggi nazionali sul gioco d’azzardo. La posizione espressa nel 2026 riduce quindi lo spazio operativo per le imprese che cercano di sfruttare una terminologia ambigua evitando entrambi i regimi di autorizzazione.
Le autorità nazionali competenti per il gioco d’azzardo stanno intervenendo parallelamente a ESMA. Il 17 giugno 2026, le autorità di Belgio, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Spagna e Svizzera hanno pubblicato una dichiarazione congiunta sui prediction market. Hanno concordato di rafforzare la cooperazione contro i servizi che non rispettano le normative locali e hanno richiamato l’attenzione su aspetti quali l’accesso continuativo, controlli insufficienti sull’età o sull’identità, assenza di limiti integrati relativi alle puntate o al tempo di utilizzo, integrità delle scommesse e rischio di blocco dei fondi. La dichiarazione è significativa perché dimostra che l’attività di controllo sta diventando più coordinata, anche se la legislazione sul gioco rimane di competenza nazionale. Conferma inoltre che l’Europa non può essere considerata un unico mercato uniforme per questi prodotti. Un operatore deve valutare le regole Paese per Paese e un consumatore non dovrebbe presumere che la disponibilità di un servizio in uno Stato europeo ne comporti automaticamente la legalità in un altro.
La Francia offre uno degli esempi più chiari di come le autorità europee distinguano la tecnologia di pagamento dalla natura giuridica di un prodotto. Nel novembre 2024, l’Autorité nationale des jeux, o ANJ, ha esaminato Polymarket e ha ritenuto che la sua offerta potesse configurare un’attività di gioco non autorizzata secondo il diritto francese. Dopo il contatto con l’operatore, è stato introdotto un sistema di geoblocking per impedire le scommesse dalla Francia. L’ANJ ha formulato un chiarimento particolarmente significativo in relazione alle criptovalute: il suo intervento non era motivato dal fatto che le transazioni venissero effettuate mediante cryptoasset, bensì dalla più ampia valutazione secondo cui l’offerta poteva costituire gioco d’azzardo non autorizzato. Questa distinzione rimane particolarmente importante nel 2026. Un token, una stablecoin o un sistema di regolamento basato su blockchain possono modificare il modo in cui una transazione viene registrata o finanziata, ma non sostituiscono l’analisi giuridica dell’event contract.
Nel febbraio 2026, l’autorità francese aveva ulteriormente rafforzato la propria posizione pubblica. L’ANJ ha dichiarato che i siti di prediction market non erano autorizzati in Francia e venivano considerati servizi di gioco illegali. Ha inoltre comunicato che importanti operatori avevano introdotto il geoblocking su sua richiesta e ha specificamente indicato che anche Kalshi aveva adottato una simile restrizione per la Francia. Nella stessa comunicazione, l’ANJ ha riferito che Germania, Belgio, Romania, Svizzera, Paesi Bassi, Polonia, Grecia, Cipro, Ucraina e Portogallo avevano bloccato l’accesso a Polymarket perché il servizio proponeva attività di gioco senza la necessaria autorizzazione locale. Il percorso giuridico seguito varia da un Paese all’altro, ma il modello generale è coerente: le autorità nazionali sono disposte a trattare gli event contract come attività di gioco quando la legislazione locale consente tale classificazione, anche se l’operatore presenta il servizio utilizzando termini legati al trading o alle previsioni.
Nel luglio 2026, la Francia ha ulteriormente intensificato l’attività di controllo. Il 16 luglio, il presidente dell’ANJ ha ordinato ai fornitori francesi di accesso a Internet di bloccare Polymarket dopo che l’autorità aveva constatato che il precedente geoblocking poteva essere aggirato. L’ANJ ha dichiarato che Polymarket aveva registrato 578.751 visite e 205.057 visitatori unici dalla Francia nel giugno 2026, dati che dimostrano come il fenomeno avesse ormai superato un pubblico ristretto e specializzato. L’autorità ha inoltre ricordato che la promozione di un sito di scommesse o gioco non autorizzato, compresa la diffusione pubblica a fini promozionali delle sue quote o dei relativi rapporti di pagamento, può comportare una sanzione pecuniaria fino a 100.000 euro secondo la legislazione francese. Per editori, affiliati e partner commerciali, questo elemento è importante quanto la questione dell’accesso degli utenti. In Francia, il rischio normativo può infatti riguardare non solo la gestione di un servizio non autorizzato, ma anche la sua promozione.

La prima lezione pratica è che una regolamentazione ottenuta nel Paese d’origine non si trasferisce automaticamente oltre confine. Kalshi è regolamentata negli Stati Uniti dalla CFTC come designated contract market, circostanza che le attribuisce uno status giuridico definito sul mercato statunitense, ma tale status non equivale a una licenza europea. Il sistema di regolamento basato sulle criptovalute utilizzato da Polymarket determina una struttura operativa differente, ma nemmeno l’infrastruttura crypto può prevalere automaticamente sulle normative locali in materia finanziaria o di gioco. Le autorità europee valutano l’attività effettivamente offerta alle persone presenti nella propria giurisdizione. Per un operatore, ciò significa che l’accesso a un mercato dipende dalle autorizzazioni locali, dalla struttura dei prodotti e dalla categoria normativa nella quale rientra ciascun contratto. Per un utente significa invece che una dichiarazione secondo cui un servizio è “regolamentato” dovrebbe sempre essere seguita da una seconda domanda: regolamentato da quale autorità, per quale prodotto e in quale Paese?
La Gran Bretagna offre un’ulteriore interpretazione dello stesso confine. Nel febbraio 2026, la Gambling Commission ha dichiarato che i prodotti commerciali di prediction market che soddisfano la definizione giuridica di gioco d’azzardo devono essere autorizzati e che gli attuali modelli di prediction market offerti in Gran Bretagna sembrano verosimilmente rientrare nella categoria dei “Betting Intermediary”, sostanzialmente paragonabile a un betting exchange. La Financial Conduct Authority è invece competente quando il prodotto costituisce uno strumento finanziario. Nei propri materiali del 2026 relativi al perimetro normativo, la FCA ha precisato che i prodotti collegati a eventi non finanziari, come sport o politica, rientrano nelle competenze della Gambling Commission, mentre prodotti relativi a eventi finanziari e ad alcuni eventi climatici possono rientrare nel perimetro della FCA. Secondo la posizione attuale della FCA, i prodotti finanziari previsionali finora esaminati dall’autorità sono opzioni binarie, la cui vendita ai consumatori retail rimane vietata nel Regno Unito. La Gran Bretagna giunge quindi, in linea di principio, a una conclusione simile a quella dell’UE: sono l’oggetto sottostante e la forma giuridica a determinare quale autorità sia competente.
Per i consumatori, una verifica ragionevole della conformità dovrebbe partire dall’autorità nazionale competente e non dalle dichiarazioni presenti sul sito dell’operatore. È utile controllare se l’operatore compare in un registro ufficiale delle licenze, se la specifica tipologia di event contract è consentita, se il servizio impedisce l’accesso agli utenti provenienti dai Paesi nei quali non dispone dell’autorizzazione necessaria e quale procedura di reclamo o risoluzione delle controversie sia disponibile. Anche la verifica dell’identità e dell’età, regole di regolamento trasparenti, procedure chiare per i prelievi e strumenti per la gestione del rischio rappresentano indicatori importanti dell’esistenza di un quadro riconosciuto, sebbene nessuno di questi elementi, considerato isolatamente, possa dimostrare la legalità di un servizio. La stessa logica vale per le imprese prima di iniziare attività pubblicitarie, sponsorizzazioni o collaborazioni di affiliazione. Un contratto legale negli Stati Uniti o tecnicamente accessibile dall’Europa può comunque essere soggetto a restrizioni locali. La semplice accessibilità non deve essere confusa con un’autorizzazione.
Nel 2026, la direzione generale è quella di una maggiore cooperazione tra le autorità, non della creazione immediata di un unico quadro normativo europeo. La dichiarazione congiunta pubblicata a giugno da nove autorità europee competenti in materia di gioco mostra la volontà di condividere informazioni, esperienze di controllo e buone pratiche, soprattutto quando importanti eventi sportivi aumentano l’interesse nei confronti dei contratti previsionali. Il blocco disposto dalla Francia nel luglio 2026 dimostra inoltre che le autorità sono pronte a passare da avvertimenti e richieste di geoblocking a restrizioni dirette dell’accesso quando ritengono inefficaci le misure precedentemente adottate. Ciò non significa che ogni Paese europeo classificherà nello stesso modo ogni contratto previsionale. Significa però che un operatore non può presumere che un’attività internazionale svolta tramite Internet rimanga al di fuori del controllo nazionale semplicemente perché i contratti vengono presentati in una forma simile a quella di un mercato o regolati mediante cryptoasset.
Anche sul versante della legislazione finanziaria il quadro sta diventando più chiaro. L’intervento di ESMA del luglio 2026 indica alle imprese che il quadro già esistente relativo alle opzioni binarie si applica agli event contract che soddisfano la definizione di strumenti finanziari; una nuova denominazione non crea una nuova esenzione. Parallelamente, le autorità nazionali competenti per il gioco stanno rivendicando la propria giurisdizione sui contratti che, nella sostanza, funzionano come scommesse. Questo doppio percorso normativo probabilmente continuerà a essere importante perché i prediction market riguardano eventi di natura molto diversa. Un contratto collegato a una decisione sui tassi di interesse, alla soglia di prezzo di un’azione o a un altro parametro finanziario può sollevare questioni normative differenti rispetto a un contratto relativo al risultato di una partita di calcio o di un’elezione. L’analisi giuridica segue quindi il singolo contratto e l’evento sottostante, invece di considerare tutti i prediction market come un’unica categoria di prodotto.
A settembre 2026, il modo più utile per comprendere questo confine consiste nel mettere da parte la distinzione puramente estetica tra “operazione di trading” e “scommessa” e concentrarsi sulla sostanza. Polymarket dimostra che il regolamento in criptovalute non impedisce a un’autorità nazionale competente per il gioco di classificare un’offerta come attività di gioco d’azzardo. Kalshi dimostra invece che perfino un mercato di event contract regolamentato a livello federale negli Stati Uniti non ottiene automaticamente il diritto di offrire i propri servizi ai consumatori europei. ESMA, l’ANJ francese, la Gambling Commission britannica e la FCA indicano tutte la stessa direzione generale: la regolamentazione dipende da ciò che il contratto rappresenta, dal modo in cui viene determinato il pagamento, dal tipo di clientela a cui è destinato e dalle norme nazionali applicabili. Per utenti e imprese, l’autorizzazione locale e la classificazione specifica del prodotto risultano quindi più importanti della terminologia commerciale, dei grafici di mercato o della tecnologia utilizzata per i pagamenti. Poiché la situazione giuridica può cambiare in seguito a nuove decisioni delle autorità, i registri ufficiali aggiornati e le comunicazioni dei regolatori rimangono i riferimenti più affidabili per qualsiasi valutazione concreta della conformità normativa.